Questa volta, Cristiano Ronaldo se n'è andato senza troppi rimpianti, considerando che ha partecipato a tutte le partite in programma con il Portogallo. Il commissario tecnico del Portogallo, Roberto Martínez, non ha abbandonato i suoi pregiudizi e continua a incentrare la sua strategia su Cristiano Ronaldo, il che significa che la squadra è destinata a non andare lontano ai Mondiali del 2026. Se l'addio di Cristiano Ronaldo, in lacrime e con rabbia, nel 2022 è stato un rimpianto, nel 2026 Cristiano Ronaldo avrebbe dovuto dimostrare il suo valore. Il suo dominio con la maglie Mondiali 2026 numero 7 non è più sufficiente; è ora di andarsene senza rancore.

Anche questa volta, Cristiano Ronaldo ha lasciato il campo con le lacrime agli occhi, ma la rabbia era sparita. Dopotutto, Cristiano Ronaldo ha indossato la maglie Portogallo Mondiali 2026 e ha partecipato a tutte le partite, eppure non ha cambiato le prospettive di qualificazione della squadra. A 41 anni, Cristiano Ronaldo ha visto i giocatori entrare e uscire dal campo. La sua giovinezza era finita, ma il suo cuore ardeva ancora di un ardente desiderio di vittoria.

Il torneo del 2019 ha risvegliato Messi alla vera essenza del calcio: una partita non si vince da soli, ma coltivando le capacità di ogni compagno di squadra. È stata la sua autentica comprensione del calcio a condurre l'Argentina alla vittoria nella Coppa del Mondo del 2022. Sfortunatamente, Cristiano Ronaldo non ha mai colto questo vero segreto, concentrandosi invece sul miglioramento delle proprie capacità e fallendo, in definitiva, nel portare il Portogallo a traguardi significativi. Messi era in grado di sacrificare i propri interessi per coltivare la fiducia e le capacità dei suoi compagni di squadra in campo, un livello di dedizione che Cristiano Ronaldo ha trovato molto più difficile da raggiungere.